L’uccellino azzurro – Il fidanzamento

 

L’uccellino azzurro

Il fidanzamento

 

Il volume contiene il celebre testo L’uccellino azzurro, in una nuova traduzione aggiornata, e il suo seguito, Il fidanzamento, tradotto per la prima volta in lingua italiana. A completamento dell’opera, numerosi interventi di critica relativi alle pièces e, in appendice, il saggio Sulla morte di un cagnolino, intimamente connesso all’Uccellino azzurro, testimonianza di quel profondo legame esistente tra l’uomo e il cane, l’uomo e gli animali, l’uomo e la natura.

traduzione e cura di Annamaria Martinolli

Il teatro di Noël Coward vol. 1

Il volume contiene i testi:

• Partita a quattro

Atti unici della serie Stasera alle 20:30

• Noi ballavamo • Il cuore smarrito • Red Peppers

• Album di famiglia • Amici d’oltremare • Quercia affumicata

• Ombre del passato • Star Chamber • Strategie di sopravvivenza

• Natura morta (Breve incontro)

 

«La classica illusione secondo la quale il successo trasforma automaticamente un essere umano ordinario in un mostro di egotismo, nel mio caso, è andata in pezzi. Non sono mai stato presuntuoso, arrogante, sgarbato od offensivo nei confronti dei camerieri. Spesso le persone mi definiscono “alla buona” e “incredibilmente umano”. Entrambe le definizioni, tuttavia, malgrado siano di una gratificante superficialità, si rivelano, a una più attenta analisi, abbastanza sciocche. Il più delle volte, la presunzione è la manifestazione esteriore di un senso interiore di inferiorità. Gli stupidi si dimostrano spesso presuntuosi perché hanno inconsciamente paura di venire scoperti e temono che uno sguardo perspicace riesca a penetrare la loro facciata e svelare la timida confusione che vi si nasconde. In linea generale, le persone più boriose che io abbia mai incontrato sono quelle che nella vita non hanno mai ottenuto alcunché. Io non sono né stupido né spaventato, e la percezione che ho dell’importanza che rivesto per il mondo è relativamente scarsa; tuttavia, la percezione che ho dell’importanza che rivesto per me stesso è terribile: io sono tutto quello che ho, e sono colui con cui devo lavorare, recitare, soffrire e gioire. Non è lo sguardo degli altri quello di cui diffido, è il mio, e non desidero affatto deludere me stesso più del necessario. Di conseguenza, ho scoperto che meno illusioni mi faccio su di me e sul mondo che mi circonda, migliore compagnia riuscirò a essere per la mia persona».

(Noël Coward)

a cura di Annamaria Martinolli

Il teatro comico di Georges Feydeau V

Commedie in tre atti
• Sarto per signora • A scatola chiusa • Occupati di Amélie
Atti unici
• Léonie è in anticipo
Monologhi
• La signora Sganarello
Quinto volume dedicato a Feydeau che raccoglie testi di grande successo: Sarto per signora, A scatola chiusa, Occupati di Amélie, Léonie è in anticipo, La Signora Sganarello.
«Feydeau è – per molti versi – il creatore di quel genere di commedie che in Italia sono state battezzate col nome francese di “pochade” e che in Francia, invece, si definiscono “vaudeville”. […] Una situazione burlesca, per lui, non può esistere se non in quanto ne debba generare un’altra ancor più ridanciana. Tutto sta ad entrare nel gioco, ma una volta presi nell’ingranaggio è impossibile non ridere».
[a cura di Annamaria Martinolli]

Il teatro comico di Georges Feydeau IV

Commedie in tre atti/cinque atti
• L’albergo del Libero Scambio • Passa la mano
Atti unici
• Purghiamo il bimbo • Hortense ha detto: Me ne frego!”
Monologhi
• La piccola ribelle • I bambini • La cantilena del povero proprietario

Questo quarto volume dedicato a Feydeau raccoglie sia testi di grande successo (come L’albergo del Libero Scambio e Purghiamo il bimbo), sia testi inediti in cui l’autore si avvale di strumenti insoliti per concepire le sue trame (come il fonografo della pièce in quattro atti Passa la mano!). Il saggio Le traduzioni e gli adattamenti delle pièces di Georges Feydeau: il diverso approccio di Stati Uniti, Inghilterra, Italia e Spagna permette inoltre di scoprire le scelte operate a livello mondiale per portare in scena i testi dell’autore.

(a cura di Pasquale Calvino e Annamaria Martinolli)

Il teatro comico di Georges Feydeau III

Commedie in tre atti
• I fidanzati di Loches • La palla al piede • Il tacchino (Lo spaccone)
Atti unici
• Fidanzati in erba • Il nostro futuro  Due galli per una gallina
Monologhi
• Troppo vecchio • La famigliola • L’uomo parsimonioso
Appendice
• Madame Sangenella di Eduardo Scarpetta

«Quando mi trovo davanti al foglio di carta, nella foga del lavoro, non analizzo i miei eroi, ma li guardo agire, li sento parlare. In un certo senso essi si concretizzano, e sono, per me, degli esseri reali. La loro immagine mi si imprime nella memoria, non solo fisicamente, ma anche per quanto concerne il ricordo dell’istante in cui entrano in scena, e della porta attraverso la quale vi accedono. Io possiedo la mia pièce, come un giocatore di scacchi possiede la scacchiera; ho ben impresse nella mente le varie posizioni che le pedine (i miei personaggi) sono andate a occupare. In altre parole, sono consapevole della loro evoluzione simultanea e successiva. E questa evoluzione si limita a un certo numero di movimenti. Non dimenticate che il movimento è la condizione essenziale del teatro, e di conseguenza (e lo dico in tutta onestà, visto che tanti maestri l’hanno sostenuto) la principale dote del drammaturgo…».

(Georges Feydeau durante un’intervista rilasciata ad Adolphe Brisson nel 1901)

Oltre alle pièces inedite, il volume raccoglie testi teatrali assenti dal panorama editoriale italiano da circa quarant’anni. Il tutto è integrato da numerosi saggi di approfondimento che spiegano nei dettagli la struttura linguistica delle opere di Feydeau, il contesto storico in cui sono state concepite e la differenza esistente tra tre generi teatrali spesso oggetto di confusione: farsa, vaudeville e pochade.

(a cura di Pasquale Calvino e Annamaria Martinolli)

Il teatro comico di Georges Feydeau II

Commedie in tre atti
L’affare Edouard La signora di Chez Maxim
Atti unici
Un tipo da forca Il rimedio è peggiore del male
A me gli occhi! L’uomo di paglia
Monologhi
Un colpo di testa Un signore che non ama i monologhi Ho mal di denti!
Patta all’aria La banconota da mille Il pacco Un signore condannato a morte

Georges Feydeau (1862-1921) fu un prodigioso inventore del genere comico. Egli non ha rinnovato il vaudeville, ma attraverso tutte le sue pièces ne ha creato uno nuovo. Altri, riproducendo le sue scenografie bizzarre ci hanno dato l’illusione di imitarlo, ma egli era inimitabile, proprio per la sua incessante inventiva. Partendo da un’idea iniziale, Georges Feydeau era capace di dare libero sfogo alla fantasia e, a mano a mano che i suoi personaggi avanzavano, inventava per loro delle strade senza uscita, obbligandoli a scoprire da soli delle porte o delle finestre di cui nemmeno egli aveva sospettato l’esistenza, e che strappava dall’incognita della vita quotidiana. Chiunque altro a vrebbe perso l’orientamento. Georges Feydeau possedeva la chiave meravigliosa dei grandi osservatori. Frugava i suoi personaggi fino a trovare in essi il filo che gli avrebbe permesso di ricucirli, di lanciarli di nuovo nella prossima avventura. Feydeau non si aspettava nulla dal caso; si fidava solo delle sue deduzioni. I tipi che metteva in scena erano vivi grazie alla loro autenticità, e tutto quello che poteva succedergli diventava plausibile, evidente, inevitabile.

(Régis Gignoux)
Il libro, oltre a presentare la celebre Dame de Chez Maxim, contiene commedie, atti unici e monologhi mai tradotti finora, il tutto arricchito da alcuni saggi di approfondimento in cui si analizzano le opere di Feydeau e Labiche, la comicità di Feydeau, e i personaggi più celebri delle commedie dell’autore.
(a cura di Pasquale Calvino e Annamaria Martinolli)

Il teatro comico di Georges Feydeau I

Commedie in tre atti

  • Il matrimonio di Barillon Il sistema Ribadier Il nastro

Atti unici

  • Dalla finestra Un bagno casalingo L’uomo balia
  • È una donna di mondo Riunione notturna

Monologhi

  • Agli antipodi Il collegiale I personaggi famosi Le riforme 
  • L’uomo integro Tutto merito di Brown-Séquard!… Il giurato

«Come sono diventato vaudevillista? È molto semplice. Per pigrizia, tutto qui. Come! la cosa vi stupisce? Ignorate dunque che la pigrizia è la madre miracolosa e feconda del lavoro. E dico miracolosa perché il padre è completamente sconosciuto…».

Georges Feydeau (1862-1921), considerato uno dei maggiori commediografi della storia del teatro francese, si contraddistingue per la sua capacità di mettere a nudo i difetti della società del suo tempo facendosi beffe della borghesia seduta in platea evidenziandone senza mezzi termini la vacuità intellettuale. La sua produzione teatrale, che comprende circa quaranta opere, spazia dalle commedie agli atti unici passando per i monologhi, con cui l’autore attacca apertamente i personaggi e la mentalità della sua epoca senza mai perdere quella verve che lo caratterizza.

Il libro, oltre a presentare un’inedita raccolta di pièces e monologhi, contiene anche alcuni approfondimenti sullo stile teatrale dell’autore, sui personaggi dei suoi testi nonché la sintesi delle trame di tutte le opere.

( a cura di Pasquale Calvino e Annamaria Martinolli)

Il teatro comico di Eugène Labiche I

Un cappello di paglia di Firenze

Se ti becco, son dolori!

La sensitiva

Una figlia sotto stretta sorveglianza

L’affare della Rue de Lourcine

«Per quarant’anni Eugène Labiche ha fatto ridere i suoi contemporanei: è stato una forza, una forza benefica. La gioia è in effetti il tratto dominante di tutto il suo teatro, ed è questo a renderlo un teatro unico nel suo genere e molto originale. Altri autori, nelle loro rispettive epoche, si sono dimostrati gioiosi quanto Labiche, ma nessuno, come lui, possedeva quell’inesauribile gioia che, dall’inizio alla fine della sua opera, si è dimostrata la sua costante fonte d’ispirazione. È Labiche in persona che sembra aver composto le sue pièces con l’unico scopo di divertirsi e di divertire il pubblico.

L’ambiente in cui Labiche fa fluire il suo spirito d’osservazione, così penetrante, è sempre lo stesso, e il personaggio che mette costantemente in scena è il borghese, parente stretto del Monsieur Prudhomme tratteggiato da Henry Monnier. È ricco, questo borghese, o quantomeno benestante, perché la ricchezza è un terreno perfetto per coltivare il fiore della stupidità. È un uomo che ha vissuto, questo borghese, ma che dalla vita non ha imparato nulla: le sue poche esperienze si convertono inevitabilmente in aforismi o formule prive di significato. È un tipo sentenzioso, pieno di pregiudizi, in grado di riconoscere la morale solo quando questa se ne sta appollaiata sui trampoli in cima ai quali egli stesso l’ha collocata. Limitato e con una visione ristretta della vita, si rivela meschino anche nei vizi: da giovane è stato un libertino, sì, ma solo in certa misura. Una volta sposato, entrerà completamente nel suo personaggio, e subirà consapevolmente le disavventure previste dalla situazione.

Tutto questo è il frutto di uno spirito di osservazione autentico; è forse possibile che, malgrado le apparenze buffonesche, si tratti invece di un’osservazione pessimistica? Assolutamente no. Perché se Labiche si affretta a ridere dei nostri difetti è perché non ha alcuna intenzione di piangerci sopra. Accetta le cose come stanno, perché le considera accettabili e perché, in fondo, non esiste rimedio alcuno. Ragion per cui, malgrado tutti i suoi difetti, il suo borghese è una gran brava persona, non tanto cattiva ma sicuramente feroce».

(René Doumic, De Scribe à Ibsen: causeries sur le théâtre contemporain, 1893)

Il libro contiene anche alcuni approfondimenti sullo stile teatrale dell’autore, sui personaggi dei suoi testi nonché l’elenco di tutte le opere.

( a cura di Annamaria Martinolli)