LITURGIE DELL’IMPAZIENZA Cultura, Performance, Partecipazione

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 Assurta a idolo della politica, del marketing e delle poetiche, la Partecipazione è ormai un sinonimo della Cultura. Ripensare il senso di entrambe (delle culture della partecipazione e della cultura come performance partecipativa) equivale a defibrillare la democrazia in un momento in cui la sua applicazione sventata ha l’unico scopo di smobilitare gli istinti politici che avevano permesso di istituirla. Come ogni norma complessa, la democrazia non sopravvive che integrando e superando lo stress delle sue eccezioni poetiche: dei teoremi teatrali che la trattano come una tesi più che come un assioma, come un progetto più che come un precetto. Il teatro partecipativo può arricchire di nuovi effetti speciali uno show neoliberale che non ha smesso, dagli anni ’60, di infittirsi e perfezionarsi; o può spiritare quella finzione, guastarne la festa, affogarne l’innocenza; può essere una liturgia culturale e impaziente, o un nuovo esercizio, laico e collettivo, di pazienza poetica. L’emancipazione del pubblico è più modale che sostanziale: divenire  spettatore è un experimentum suitatis  e una performance spericolata. Una collettività che rivendichi il suo “farsi pubblico” come finzione poetica non accetterà di uscire di scena , neppure in nome del nuovo autoritarismo immunologico e di tutte le taumaturgie spettacolari tese a rimuovere le drammaturgie etiche, sociali, politiche e poetiche che configurano lo spazio comune. Di quelle taumaturgie e drammaturgie parla questo libro: dell’arte come antidoto alla Cultura; del teatro come manifattura clandestina della verità, nei sotterranei dello spettacolo totale; dello spettatore come nuovo Amleto.

Autore

Roberto Fratini Serafide

Formato

11,5 x 20

ISBN

978-88-32068-30-6

Pagine

148