Carmelo Bene (1937-2002) è stato una delle figure cardine del teatro e della cultura italiani nel Secondo Novecento, a cui Gioia Costa ha dedicato il volume A CB A Carmelo Bene (Editoria & Spettacolo, 2003)

Il suo istrionismo scenico accompagnato da semplicità e riservatezza ne hanno fatto un maestro. Esordisce nel 1959 al Teatro delle Arti di Roma nel Caligola di Albert Camus. Come autore inizia il suo percorso l’anno successivo con Spettacolo Majakovskij. Reinterpreta con forza ed originalità estrema miti, personaggi e situazioni del repertorio classico, con personalissima tecnica narrativa e attoriale.
Uno sperimentatore totale. Realizza lungometraggi nel cinema; aderisce alManifesto per un nuovo teatro stilato al Convegno di Ivrea del 1967. Nel 1983 scrive l’autobiografia: Sono apparso alla Madonna. Nel 1995 ne viene pubblicata l’opera omnia. Fra i suoi molti testi si ricordano: Pinocchio (1961), Edoardo II (1963), Salomè (1964), Nostra Signora dei Turchi (1966), Amleto o le conseguenze della pietà filiale da Shakespeare e Laforgue (1967), Arden of Feversham (1968), Don Chisciotte (1968, con Leo De Berardinis), Romeo e Giulietta (1976), S.A.D.E. (1977), Manfred di Byron (1979, concerto per voce recitante), Hyperion di Maderna (1980), Egmont (1983), Lorenzaccio (1986), Hommellete for Hamlet (1987), Pentesilea (1989), Hamlet Suite (1994), Horror Suite (1996).