Pubblicato il

Coward Noël

Considerato uno dei più importanti commediografi inglesi contemporanei, Noël Coward (1899-1973) si distinse non solo per il notevole talento in svariati ambiti artistici ma anche per la poliedricità che sapeva dimostrare nella composizione delle sue opere. Autore di musical, drammi, operette, commedie e atti unici, nonché compositore, attore, regista, cantante e ballerino, Coward riuscì, cogliendo immediatamente i tratti essenziali della natura umana, a mettere in risalto le debolezze e le virtù degli uomini nel loro relazionarsi con gli altri e con la società.

Pubblicato il

Rappa Giampiero

Nato a Genova nel 1973, frequenta nel 1994 la Scuola di Recitazione del Teatro dello Stabile di Genova. Nel 1997 si trasferisce a Roma e fonda con alcuni compagni della scuola – Filippo Dini, Andrea Di Casa, Sergio Grossini, Mauro Pescio –, la compagnia teatrale Gloriababbi Teatro, per la quale diventa drammaturgo.
Il suo primo lavoro, Gabriele, scritto con Fausto Paravidino nel 1998, è vincitore della Terza Rassegna di Drammaturgia Emergente – come miglior spettacolo della giuria e del pubblico – e nel 2005 è Finalista ai Premi Olimpici del Teatro dell’ETI come novità italiana. Ha scritto inoltre i testi: Zenit (con Barbara Petrini); Tutta colpa di cupido (con Lello Arena e Fausto Paravidino); Il riscatto; Prenditi cura di me, vincitore del Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia Europea – XIII Edizione; la commedia Sogno d’amore; Il coraggio di Adele.
I suoi testi sono stati tradotti in cinque lingue.
Oltre che drammaturgo è anche regista teatrale. Ha diretto: Gabriele, Zenit, Il riscatto, Sogno d’amore, Prenditi cura di me, Il coraggio di Adele, La macchina dei desideri, Nessun luogo è lontano, Adele’s Heart (per il Fringe Festival di Edimburgo), Mr. Placebo di Isabel Wright, A Slow air di David Harrower, Albania casa mia di Aleksandros Memetaj.
A queste attività affianca anche quelle di docente di recitazione e attore.

Pubblicato il

Zammit Michael

Michael Zammit, nato a La Valletta (Malta, 1954), è docente di Filosofia all’Università di Malta. Autore di numerose pubblicazioni poetiche e di diverse traduzioni in lingua maltese (Apologia di Socrate di Platone, Bhagavad Gita di Vyasa dal sanscrito). Si è inoltre occupato della composizione di monologhi poetici basati sull’approfondimento di opere letterarie in lingua sanscrita e di testi di filosofia advaita nella loro applicazione a tematiche di filosofia contemporanea.

Pubblicato il

Wertenbaker Timberlake

Timberlake Wertenbaker è riconosciuta come una delle voci più importanti della drammaturgia contemporanea di lingua inglese e ha collaborato a lungo con il Royal Court Theatre. La sua ricca produzione attinge a una pluralità di fonti culturali, classiche e contemporanee, come è evidente anche dal gran numero di adattamenti e traduzioni; oltre a testi per la scena ha scritto radiodrammi e sceneggiature cinematografiche.

Pubblicato il

Vita Daniele

Daniele Vita, fotografo, è nato nel 1975. Il suo sguardo si concentra su tematiche sociali alla ricerca della bellezza degli “esclusi”. Ha esposto al Centro Italiano per la fotografia d’Autore (2009), Fotografia – Festival Internazionale di Roma (2008), “Verso una società multiculturale. Immagini di un nuovo paese”, San Pier Scheraggio, Uffizi, Firenze – Fratelli Alinari (2007), “A sogni aperti”, Comune di Roma – Sala Santa Rita (2006). Nel 2008 ha vinto il Premio Epson Le Logge al Toscana Foto Festival ed è stato finalista al premio “Occhi di scena”.  Ha pubblicato Morale della favola – raccontare la Resistenza oggi, a cura di Marco Trulli, Ed. Purple Press, Roma, 2009.

Pubblicato il

Vian Boris

Personalità poliedrica e grande animatore della vita sociale e culturale nella Parigi dell’immediato dopoguerra, Boris Vian (Ville-d’Avray, 1920-Parigi, 1959) ha vissuto la sua breve esistenza costantemente impegnato in un’attività frenetica, eccellendo negli ambiti più vari. Ingegnere, musicista jazz, cantautore, attore, sceneggiatore, scrittore e drammaturgo, in vita Vian è stato associato principalmente alle sue canzoni, stralunate e antimilitariste, e a un violento romanzo poliziesco scritto sotto pseudonimo, J’irai cracher sur vos tombes (Sputerò sulle vostre tombe). Il testo, realizzato per scommessa in una decina di giorni nell’estate del 1946, avrebbe fatto scandalo e, in seguito a un chiassoso processo per offesa al pudore, sarebbe diventato un best seller, oscurando di fatto la produzione più seria del suo autore per oltre due decenni. Riscoperto a partire dagli anni sessanta, Boris Vian è oggi conosciuto per i suoi romanzi surreali e profondi, ricchi di giochi e astuzie verbali, tra i quali spicca L’écume des jours (La schiuma dei giorni, 1947). Meno nota è la sua pur consistente produzione per il teatro (una decina di testi), dissacrante e vicina all’opera di Jarry e Ionesco; soltanto Les bâtisseurs d’empires (I costruttori di imperi) ha conosciuto e conosce un discreto successo nel nostro paese.

Pubblicato il

Vişniec Matei

Drammaturgo, poeta e romanziere, Matei Vişniec, nato nel 1956 in Romania, risiede da oltre vent’anni a Parigi dove lavora dal 1990 come giornalista per Radio France Internationale. Scrittore bilingue, romeno e francese, è ampiamente riconosciuto in Francia e altrove soprattutto per la sua opera drammaturgica.
Tra il 1976 e il 1980, mentre svolge a Bucarest studi universitari di storia e filosofia, decide di dedicare la sua letteratura alla ‘resistenza culturale’ contro i precetti e i canoni espressivi imposti dalla dittatura. Frequenta l’ambiente intellettuale della “Generazione Ottanta”, di cui sarà uno dei membri fondatori, movimento letterario che aprirà la cultura romena verso il postmodernismo e, che, al tempo stesso, rifiuterà il realismo socialista, contrapponendo ai suoi princìpi dogmatici una poetica del quotidiano, realista, ironica e provocatoria, intesa a smentire la rappresentazione della realtà perseguita dalla letteratura di propaganda ufficiale. Vişniec si afferma in Romania con la sua poesia epurata, onirica, in prevalenza allusiva e metaforica, rispetto al suo teatro, il cui linguaggio sarcastico e sovversivo non riesce a eludere i filtri censori. Dopo aver pubblicato quattro raccolte di versi, nel 1985 vince il Premio dell’Unione degli Scrittori della Romania per il volume Înţeleptul la ora de ceai [Il saggio all’ora del tè], Cartea Românească, Bucarest, 1984.
Nel settembre 1987, dopo avere scritto diversi testi drammaturgici sistematicamente censurati dal regime dittatoriale, Vişniec ha chiesto asilo politico alla Francia, dove nel 1993 otterrà la cittadinanza francese. Nel 1989, ricevuta una borsa di studio presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales, redige una tesi sulla Resistenza culturale nell’Europa dell’Est sotto i regimi comunisti, ma comincia anche ad autotradursi e a scrivere nuove pièces in francese.
In Francia, dopo un primo successo nel 1992, con il testo teatraleCavalli alla finestra, rappresentato con la regia di Pascal Papini, in occasione delle “Journées des Auteurs” organizzate dal Théâtre les Célestins di Lione, Vişniec è stato scoperto da numerose compagnie e messo in scena a Parigi, Lione, Avignone, Marsiglia, Tolosa, la Rochelle, Grenoble, Nancy, Nizza ecc. I suoi drammi scritti in francese sono editi da Lansman, Actes Sud-Papiers, Crater, L’Harmattan, Espace d’un Instant.
Spettacoli tratti dalle sue pièces sono stati presentati in una trentina di paesi, tra cui Gran Bretagna (teatro Young Vic di Londra), Svezia (Teatro Reale di Stoccolma), Germania (teatro Maxim Gorki di Berlino), Israele (Teatro Karov di Tel Aviv), Polonia (Teatro Stary di Cracovia), Turchia (Teatro Nazionale di Istanbul), Stati Uniti (teatro Open Fist Company di Hollywood, Chopin Theatre Studio e Trap Door Theatre di Chicago), Canada (Théâtre de la Veillée di Montréal), Giappone (Teatro Kaze di Tokyo), e hanno partecipato piuttosto di frequente, nell’ambito di festival internazionali, alla Biennale teatrale di Bonn, al Festival di Teatro di Edinburgo, al Festival FAJDR di Teheran, al Festival di Teatro di Sibiu (Romania).
Dal 1992 Vişniec è diventato uno degli autori costantemente messi in scena al Festival d’Avignone Off con una quarantina di allestimenti.
A Parigi sono stati creati spettacoli al Théâtre du Rond Point des Champs Elysées, al Théâtre de l’Est Parisien, al Ciné 13 Théâtre, al Théâtre International de Langue Française, al Théâtre du Guichet Montparnasse, al Théâtre de l’Opprimé ecc.
In Romania, dopo la caduta di Ceauşescu (1989), è il drammaturgo più rappresentato.
Numerosi i premi e i riconoscimenti conferiti al suo teatro da prestigiose istituzioni francesi e romene, quali la Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques, SACD (il Grande Premio del teatro radiofonico per la pièce La storia degli orsi panda raccontata da un sassofonista che ha un’amichetta a Francoforte, 1994, e il “Prix européen” per l’opera drammaturgica complessiva, 2009), l’Unione degli scrittori della Romania (il Premio per la Drammaturgia alle edizioni del 1991, 1998, 2002 e 2007), l’Unione Teatrale della Romania (UNITER, 1991, per Vecchio clown cercasi, “La migliore pièce dell’anno 1990”), il Festival d’Avignone (il Premio del Festival nel 1995 e nel 1996 per lo stesso dramma – di cui la messa in scena al Piccolo Teatro di Milano, nel 1992, con la regia di Ştefan Iordănescu, ha segnato il primo momento di contatto dell’opera drammaturgica di Vişniec con il mondo teatrale italiano –, il “Prix coup de cœur de la presse” Avignone Off 2008 per la pièce Les détours Cioran, ou Mansarde à Paris avec vue sur la mort [Gli sviamenti di Cioran, ovvero Mansarda a Parigi con veduta sulla morte] e lo stesso premio per il dramma La parola ‘progresso’ sulla bocca di mia madre suonava terribilmente falsa, nel 2009), l’Accademia di Romania (1998) e il Ministero della Cultura della Romania (il Premio Nazionale per Drammaturgia, 2002).
In Italia sono state pubblicate fino ad ora le opere teatrali I cavalli alla finestra e La donna come campo di battaglia o del sesso della donna come campo di battaglia nella guerra di Bosnia nel volumeMatéï Visniec, Drammi di resistenza culturale, con un saggio introduttivo di Gerardo Guccini, Titivillus, Corazzano (PI) 2009; mentre, assiduamente, dal 2008, diversi testi drammaturgici dell’autore, seppure non ancora editi, sono stati messi in scena in teatri di Roma, Bologna, Cagliari, Catania, Palermo, Milano ecc., beneficiando di un’ottima accoglienza della critica e del pubblico.