Personalità poliedrica e grande animatore della vita sociale e culturale nella Parigi dell’immediato dopoguerra, Boris Vian (Ville-d’Avray, 1920-Parigi, 1959) ha vissuto la sua breve esistenza costantemente impegnato in un’attività frenetica, eccellendo negli ambiti più vari. Ingegnere, musicista jazz, cantautore, attore, sceneggiatore, scrittore e drammaturgo, in vita Vian è stato associato principalmente alle sue canzoni, stralunate e antimilitariste, e a un violento romanzo poliziesco scritto sotto pseudonimo, J’irai cracher sur vos tombes (Sputerò sulle vostre tombe). Il testo, realizzato per scommessa in una decina di giorni nell’estate del 1946, avrebbe fatto scandalo e, in seguito a un chiassoso processo per offesa al pudore, sarebbe diventato un best seller, oscurando di fatto la produzione più seria del suo autore per oltre due decenni. Riscoperto a partire dagli anni sessanta, Boris Vian è oggi conosciuto per i suoi romanzi surreali e profondi, ricchi di giochi e astuzie verbali, tra i quali spicca L’écume des jours (La schiuma dei giorni, 1947). Meno nota è la sua pur consistente produzione per il teatro (una decina di testi), dissacrante e vicina all’opera di Jarry e Ionesco; soltanto Les bâtisseurs d’empires (I costruttori di imperi) ha conosciuto e conosce un discreto successo nel nostro paese.