faretesto

Il testo drammatico, si può ormai dirlo, conosce una stagione felice di grande sviluppo, ponendosi come pratica diffusa e prezioso oggetto di un rinnovato interesse critico. A seguito del pieno reinserimento della parola fra le risorse del mutamento teatrale, si sta comunque estendendo e articolando in varie forme una «nuova drammaturgia» che intrattiene con il passato e con l’attualità del teatro rapporti complessi che non s’inquadrano nelle più logore contrapposizioni storiografiche fra nuovo e tradizione, fra ricerca artistica e fruizione popolare, fra testo e performance. Questa rinascita dell’elemento verbale si inscrive nel contesto di quella sintesi ideale di attore-autore che ha determinato nel tempo, secondo una formula ormai chiara, una specifica vocazione italiana al teatro. In gioco c’è, per la prima volta nella storia del teatro italiano, la possibile configurazione di una tradizione drammaturgica che, peraltro, non intende sottrarsi alla problematica ricomposizione di una mappa complessivamente fluida della cultura contemporanea.
Collana di drammaturgia italiana contemporanea a cura di Dario Tomasello

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